Ben ritrovate e ben ritrovati,
Inauguriamo la stagione primaverile ricordandovi che l’iniziativa “Ma le donne non scrivono solo romance?” si è conclusa, ma continueremo a pubblicare i libri che sono arrivati al numero Whatsapp della biblioteca e proclameremo poi i vincitori. Grazie a tutt* quell* che hanno partecipato!
Anche quest’anno la CGIL di Bergamo ha aderito all’iniziativa confederale In Treno per la Memoria promossa da CGIL-CISL-UIL e dagli Istituti storici della Lombardia. Quest’anno l’istituto scolastico coinvolto per il nostro territorio è stato il Paleocapa e per la prima volta è stato proposto un il percorso Monaco-Norimberga-Dachau (1-4 marzo 2026). È stato, come di consueto, un viaggio intenso che quest’anno ci ha portato a misurarci con il concetto di giustizia e con il punto di vista dei carnefici, visto l’anniversario del processo di Norimberga. Tema più che mai attuale considerando le recenti notizie internazionali.
INIZIATIVE PROSSIME FUTURE:
- Lunedì 16 marzo alle ore 17.30 presenteremo il libro “Le madri lontane” di Stefania Prandi in occasione dell’inaugurazione della mostra omonima presso gli spazi dell’Università di Bergamo (via dei Caniana).
Passiamo ora alla selezione libraria di questo mese, in cui abbiamo lasciato ampio spazio a romanzi e poesie perché è pur sempre primavera. Partiamo con “Ho camminato nel mondo con l’anima aperta”, una raccolta di poesie di Nella Nobili, che indaga la fatica esistenziale di liberarsi dagli stereotipi delle categorie. Per poi passare al grande classico di Elio Pagliarani La ragazza Carla, straordinario poema polifonico. C’è poi il piccolo saggio “La prossima volta il fuoco” di James Baldwin, che indaga magistralmente i rapporti interrazziali e la “questione nera” e che ogni adolescente dovrebbe leggere. Continuiamo con “Anschluss. L’annessione. L’unificazione della Germania e il futuro dell’Europa” di Vladimiro Giacchè che porta alla luce le questioni riguardanti l’unificazione della Germania nel Novecento e le ripercussioni politiche e soprattutto economiche che questa ne ha conseguito. Passiamo poi al nuovo romanzo della Rossetti “Qualcuno da odiare”, che narra la storia di Abele, giovane soldato nell’impresa coloniale fascista che invecchia coltivando astio nei confronti di un mondo che non ha mantenuto le sue promesse. “Poor. Una storia vera di determinazione e coraggio” è la vera storia della sua autrice, Katriona O’ Sullivan, la quale si racconta senza remore e maschere, in modo altrettanto coraggioso quanto la sua scrittura. “Quello che non non siamo” di Gianni Biondillo narra invece le vicende di uomini e donne che decisero di schierarsi nel nome della Resistenza e della libertà, spesso pagandone le conseguenze. Il saggio di Mimmo Cangiano “Contro la scuola neoliberale. Tecniche di resistenza per docenti” analizza a più voci le questioni educative e il mondo della scuola. Per ultimo, ma non in ordine di importanza, c’è il saggio “Sguardi (post) coloniali. Razza, genere e politiche della visualità” di Giulia Fabbri che esplora l’immaginario coloniale relativo alle rappresentazioni delle donne nere, ponendo i soggetti all’interno di specifici processi di ipersessualizzazione e di negazione dell’agency.
Questa newsletter è stata realizzata con la collaborazione di Virginia, tirocinante dell’Università di Bergamo.
Ecco i libri del mese:

Ho camminato nel mondo con l’anima aperta
(N. Nobili. A cura di M. G. Calandrone, Solferini Editore, 2018)
La scrittura poetica è qualcosa di ineludibile, chiama in continuazione e non ci si può sottrarre. Nata in una famiglia povera, lettrice appassionata fin da bambina ma costretta a lasciare gli studi per lavorare come operaia e contribuire così al sostentamento della famiglia, Nella Nobili percorre con determinazione per tutta la vita la strada della scrittura, elaborando una poesia di pura immediatezza e che parla al cuore, intensa e vivida. La timida ragazza della fabbrica fa scelte coraggiose: vive i suoi amori omosessuali; lascia Roma e l’Italia proprio quando gli ambienti intellettuali cominciano ad accorgersi di lei, per il rifiuto di quell’etichetta di «poetessa operaia» che le hanno sbrigativamente cucito addosso. Finalmente le sue poesie più belle tornano alla luce grazie alla scelta appassionata di una poetessa di oggi, Maria Grazia Calandrone, che in quei versi sofferti ha visto la cifra distintiva della più incisiva parola poetica.
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La ragazza Carla
(E. Pagliarani, Il saggiatore Editore, 2021)
La ragazza Carla è un poemetto scritto da Elio Pagliarani la cui centralità poetica e linguistica risiede nel passaggio dal neorealismo allo sperimentalismo della neoavanguardia. La ragazza Carla «è straordinario poema polifonico», come scrive Aldo Nove nella prefazione. Canto di un’esperienza individuale e controcanto, molto più ampio, di un’Italia che sta per vivere una crescita economica e sociale senza precedenti, che lascia alla poesia, all’arte, il compito di svelarne le storture.

La prossima volta il fuoco (James Baldwin, Fandango Libri, 2024)
Non è mai troppo tardi per conoscere James Baldwin ma, se c’è un modo giusto per farlo, è con questo libro. Pubblicato per la prima volta nel 1963, La prossima volta il fuoco di James Baldwin colpisce dritto al cuore della cosiddetta “questione nera”. Straordinario per la sua narrazione magistrale, così come per il resoconto intimo e sincero che ripercorre l’esperienza della popolazione di colore degli Stati Uniti, il libro è considerato una delle più appassionanti e autorevoli indagini sui rapporti interrazziali, in cui le tematiche di amore, fede e famiglia si intrecciano fino a sferrare un attacco diretto all’ipocrisia del paese della libertà.

Anschluss. L’annessione. L’unificazione della Germania e il futuro dell’Europa. (V. Giacchè, DIARKOS, 2019)
La riunificazione della Germania: uno dei più grandi successi della nuova Europa sorta da quel crollo? La realtà è ben diversa. Ancora oggi, a trent’anni dal crollo del Muro, la distanza economica e sociale tra le due parti della Germania non accenna a diminuire. La storia di questa unione che divide è una storia che parla direttamente al nostro presente. Allo stesso modo, infatti, la moneta unica europea, introdotta in assenza di una sufficiente convergenza tra le economie e di una politica economica comune, ha accentuato gli squilibri in Europa ed è tra i motivi della crisi dell’ultimo decennio, che per il nostro Paese ha rappresentato la peggiore crisi in tempi di pace dall’Unità d’Italia.

Qualcuno da odiare (I. Rossetti, Guanda Editore, 2026)
Nel 1937 Abele ha diciott’anni ed è un soldato nell’impresa coloniale fascista: il regime per lui rappresenta la speranza di poter aprire un suo forno e diventare panettiere come suo padre. L’Etiopia è la terra dell’avventura e della conquista, e quando tutto finisce e si ritorna a casa, sconfitti, Abele si scontra con la realtà, quella che non si aspetta. Il tempo passa e Abele invecchia coltivando un astio profondo verso un mondo che non ha mantenuto nessuna delle sue promesse: la rabbia è il suo modo per sopravvivere, l’ideologia l’unica lettura della realtà in grado di spiegargli di chi è la colpa. Quando incontra Ludovica, trentenne che si trascina in un presente faticoso, la vita dei due cambierà drasticamente.

Poor. Una storia vera di determinazione e coraggio
(K. O’Sullivan, People Editori, 2025)
Le possibilità che Katriona faccia qualcosa della sua vita sono molto poche. Nata da due genitori tossicodipendenti, diventa mamma a 15 anni, lascia la scuola e si ritrova presto sola e senza una casa. Questo libro è l’incredibile storia di come Katriona sia riuscita a rivoluzionare il suo percorso e a diventare una professoressa universitaria di fama internazionale che si occupa di educazione. È il racconto di come la gentilezza di un’insegnante le abbia permesso di guardare la realtà con occhi diversi; dell’importanza che poche persone disposte a darle un’occasione abbiano avuto nella sua vita.
La vera storia di Katriona O’ Sullivan.

Quello che noi non siamo (G. Biondillo, Guanda Editori, 2025)
Gianni Biondillo racconta, in un romanzo corale, la storia di uomini e donne che presero coscienza del crollo delle false ideologie e che decisero di schierarsi nel nome della Resistenza e della libertà, spesso pagandone le conseguenze: carcerazioni, torture, campi di concentramento. Il ritratto profondo di un’epoca, che ci somiglia più di quanto vogliamo ammettere. Ci fu una generazione di architetti che credette nel fascismo perché si illudeva fosse una rivoluzione, come quella artistica che propugnavano: il razionalismo. Combatterono una guerra ad armi impari contro l’accademismo senza rendersi conto che, mentre Mussolini li ammansiva, in realtà sosteneva un’architettura retorica ben più consona alle sue megalomanie.

Contro la scuola neoliberale. Tecniche di resistenza per docenti. (M. Cangiano, Nottetempo, 2026)
Nato dall’esperienza di “Consigli di classe”, collettivo culturale composto da docenti della scuola e dell’università di cui fanno parte le autrici e gli autori dei saggi qui riuniti, questo volume è una raccolta di voci diverse ma convergenti: insegnanti, ricercatori, studiosi che vivono ogni giorno il mondo della scuola e che trovano profondamente inadeguato il modo in cui le questioni educative vengono oggi trattate nel dibattito generale e nelle scelte di governance politica.
Dal volume emerge un pensiero conduttore: è solo assumendo la scuola pubblica come luogo di resistenza alla potenza pervasiva del mercato che essa può riguadagnare la centralità che le spetta

Sguardi (post) coloniali. Razza, genere e politiche della visualità
(G. Fabbri., Ombrecorte, 2021)
Attraverso una prospettiva intersezionale, il volume rintraccia l’articolazione delle categorie sociali del genere e della razza in relazione alla cultura visuale contemporanea. In particolare, l’indagine si focalizza sul modo in cui la razza viene visualizzata e, dunque, sulla stretta relazione tra la percezione delle categorie razziali e i processi visuali. Attraverso l’analisi di una serie di immagini proprie della cultura di massa italiana contemporanea (pubblicità e fotografie), viene mostrato come tali fonti ripropongano un immaginario coloniale relativo alle rappresentazioni delle donne nere, che pone i soggetti all’interno di specifici processi di ipersessualizzazione e di negazione dell’agency. La visualità è dunque un campo all’interno del quale si riproducono le costruzioni razziali e di genere, ma si configura anche come uno spazio in cui tali costruzioni possono essere contestate.